Franco Michieli

Franco Michieli, nato a Milano nel 1962, sposato e padre di due bambini, residente in Valle Camonica, si è laureato in Geografia presso l’Università Statale di Genova con una votazione di 110/110 e lode. La tesi discussa, inerente i problemi e le prospettive dei Comuni del Parco Nazionale del Gran Paradiso, ha meritato la dignità di stampa.

Fin da ragazzo si è dedicato alla conoscenza delle montagne e della natura d’Europa – in particolare della Scandinavia e di altre regioni nordiche, dove ha effettuato una ventina di lunghi viaggi a piedi e dove ha lavorato in una scuola di educazione ambientale – e in seguito di aree montuose extra-europee. Fotografo e scrittore (è stato premiato ad alcuni concorsi letterari alpinistici e giornalistici), collabora da tempo con riviste specializzate e non.

Redattore e caporubrica della Rivista della Montagna, di cui tra l’altro ha curato alcuni numeri speciali, ha pubblicato testi e foto anche su Airone, Atlante, Famiglia Cristiana, Meridiani, Alp, Orobie, Magazine delle Terre Bresciane, Lo Scarpone, la Rivista del Cai. E’ inoltre un apprezzato conferenziere con almeno 250 proiezioni all’attivo. E’ autore delle guide Trekking dei Pirenei, Edizioni Mediterranee, Roma 1988; Il giro del Gran Paradiso. Le grandi escursioni, l’ambiente naturale, la presenza umana e la storia aggiornata del Parco nazionale, Centro Documentazione Alpina, Torino 1997; Valle di Cogne (con E. Camanni e F: Chiaretta), CDA & Vivalda Editori, Torino 2004. Come geografo, si occupa inoltre di ricerche sul turismo alpino e tiene corsi sui metodi “naturali” di orientamento. Socio del Cai, di Mountain Wilderness e di Legambiente, si dedica attivamente a promuovere una rispettosa relazione uomo – ambiente naturale. Attualmente lavora anche ad alcuni videofilm sulla montagna; la sua opera prima come regista è “La via invisibile”, girata in Norvegia, seguita da “Una preghiera per Eder della Neve”.

La via invisibile

Collabora come volontario con la scuola di andinismo “Don Bosco en los Andes” creata in Perù dall’Operazione Mato Grosso.La sua attività più originale e significativa è costituita dai grandi viaggi a piedi su terreni difficili, di cui è, in Italia, uno dei principali esperti; infatti, oltre a un migliaio di ascensioni alpinistiche, gite scialpinistiche ed escursioni sulle Alpi, ha effettuato le traversate a piedi delle principali catene montuose europee e di alcune aree montane extra-europee, spesso lungo itinerari ideati personalmente e con caratteristiche alpinistiche o esplorative, o comunque privi di sentieri e punti di appoggio e con notevoli difficoltà di orientamento. Proprio nel campo dell’orientamento ha ottenuto i risultati più straordinari e pressoché unici nella nostra epoca, imparando a “tenere la rotta” attraverso territori selvaggi e a lui sconosciuti senza far uso di mappe, bussola, orologio o altri strumenti. Poco interessato ai risvolti sportivi delle sue avventure, tiene invece a sottolineare il valore dell’esperienza umana e gli aspetti culturali e ambientali del contesto. Ecco una sintesi di questa attività:
1980: traversata della Corsica.
1981: traversata delle Alpi da Ventimiglia a Trieste, 2000 km in 81 giorni, salite 25 cime; pernottamenti all’aperto, senza tenda.
1982: traversata dei Pirenei dal Mediterraneo all’Atlantico, 1000 km in 39 giorni, salite 14 cime;    pernottamenti all’aperto, senza tenda.
1983: traversata della Sardegna;    viaggio in Scandinavia in bicicletta, percorsi 4200 km.
1985: traversata della Norvegia da sud a nord, 4000 km in 150 giorni, salite 33 cime; ultimesettimane in Lapponia in solitaria.
1988: traversata solitaria del Massiccio Centrale in Francia.
1989: traversata solitaria della Scozia, 600 km in 19 giorni, con 16 cime;    traversata dei Vosgi (400 km) e delle Cévennes in Francia.
1990: traversata degli Alti Tatra in Cecoslovacchia, con 15 cime.
1991: traversata delle isole Lofoten e Vesterålen in Norvegia, 400 km in 21 giorni, salite 15 cime;    traversata dell’Islanda da est a ovest in autosufficienza, percorrendo il ghiacciaio Vatnajökull (8400 kmq) e i deserti dell’interno; 850 km in 33 giorni, con 5 cime.
1992: traversata dell’isola vulcanica di Réunion, Oceano Indiano;    oltre 600 km di cammino in Nepal tra Everest e Annapurna.
1994: oltre 400 km a piedi sulle montagne selvagge della Groenlandia meridionale.
1995: diversi percorsi sui vulcani e nelle foreste dell’Indonesia, nelle isole di Bali, Lombok eSulawesi;itinerario a piedi e in bicicletta sui vulcani delle isole Canarie, Oceano Atlantico.
1996: traversata in solitaria e senza uso della bussola di un arcipelago oceanico montuoso, che sipreferisce lasciare imprecisato; 400 km in 17 giorni con 15 cime.
1997: partecipazione come geografo alla spedizione in Lapponia organizzata da Renato Da Pozzoper studiare il limite umano di resistenza al sonno; 318 km a piedi in 11 giorni.
1998: traversata della Lapponia settentrionale da est a ovest senza avere con sé mappe,né orologio, né strumenti per l’orientamento; 600 km in 23 giorni.
1999: traversata delle Alpi del Lyngen in Norvegia lungo un itinerario alpinistico di 200 km, senzautilizzare mappe, strumenti per l’orientamento o informazioni sulla topografia o lapraticabilità delle montagne, ricreando l’esperienza dell’esplorazione; 14 giorni con 7 cime.
2000: traversata di alcune terre della Groenlandia meridionale sulle tracce delle colonie vichinghe fondate da Erik il Rosso; 350 km con tratti alpinistici senza utilizzare mappe, strumenti perl’orientamento e orologio, ricercando lo spirito esplorativo vichingo.
2001: vagabondaggio invernale con gli sci nel deserto innevato Ódáđahraun, nell’Islanda centro-settentrionale, ancora una volta senza mappe, né strumenti per l’orientamento o per le telecomunicazioni. Nessuna meta né percorso prefissati, ha contato solo la relazione col territorio selvaggio. 20 giorni, di cui 16 in isolamento totale.
2002: lunghi percorsi a piedi sulla Cordillera Blanca, in Perù, in compagnia di alcuni allievi dell’Escuela de Alta Montaña “Don Bosco en los Andes” creata dall’Operazione Mato Grosso. Tra l’altro, ideato ed esplorato un nuovo percorso di trekking selvaggio lungo la Cordillera sviluppato fra i 3000 e i 5000 m. Salite cime di 5 e 6000 m.
2003: traversata senza mappe né strumenti di una sorta di “labirinto” di fiordi, laghi, fiumi e pareti rocciose nell’area più selvaggia del Nordland, Norvegia, durante la stagione del disgelo; 19 giorni, percorsi 400 km.    Partecipazione a 15 giorni su un totale di 23 della traversata integrale alpinistica della Cordillera Blanca peruviana, realizzata dagli allievi della Escuela de Alta Montaña “Don Bosco en los Andes”, su percorsi selvaggi e poco noti sviluppati fra i 4000 e i 6000 m, con una trentina di valichi; salite cime di 5 e 6000 m.
2004: Primo giro completo in alta quota del Nevado Huascaran nella Cordillera Blanca peruviana assieme alle guide della Escuela de Alta Montaña “Don Bosco en los Andes”, con scalata del Nevado Chopicalqui 6354 m.   Soggiorno di 11 giorni su un’isola deserta norvegese della regione del Nordland oltre il circolo polare artico, in compagnia della moglie, dei due bambini e di amici; esplorata l’isola alla ricerca di un tesoro nascosto.
2006: Lungo viaggio alpinistico sulle Ande, tra la Patagonia e l’Aconcagua, in compagnia delle giovani guide peruviane “Don Bosco” di Marcarà e di esperti alpinisti italiani. Intensa attività comprendente fra l’altro la salita di 13 cime andine, tra cui il Cordon Mariano Moreno nel cuore dello Hielo Patagonico Sur.
2007: Esplorazione della sezione settentrionale della Cordillera Negra del Perù, situata di fronte alla Cordillera Blanca e pressoché sconosciuta, in compagnia di giovani aspiranti guide e portatori dell'Escuela "Don Bosco" di Marcarà, con salita di 15 cime rocciose attorno ai 5000 m.