Nuovi Antichissimi Mondi - Ballate del canto invisibile
Innamorato, ci fu un Tuo pensiero,
lacrime amorose ti scesero dolcemente,
stille sonore s'adagiarono su prati fioriti.
E fu la vita. Nacquero Nuovi Antichissimi mondi.
(primo brano - graffito mistico su portale di chiesa romanica)
Durata concerto 70 minuti
Esecutori:
Domenico Clapasson piano
Luciano Bertoli voce recitante
Musiche di:
Luca Tessadrelli
Per contatti ed informazioni: info(at)domenicoclapasson.com
Approfondimenti
Un filo sottile collega ed unisce i diversi elementi di questo lavoro: la rappresentazione figurativa con l’espressione musicale, i frammenti poetici con l’interpretazione pianistica, il visibile con l’invisibile. È un filo sottile, tutto d’oro.
Scoprirlo e individuarne la trama è contemplare un frammento di Verità.
(Ottavio de Carli)
I testi dell’opera
I
Innamorato, ci fu un Tuo pensiero,
lacrime amorose ti scesero dolcemente,
stille sonore s'adagiarono su prati fioriti.
E fu la vita.
Nacquero Nuovi Antichissimi Mondi.
graffito mistico su portale di chiesa romanica
II
(...) Se la nostra bocca fosse un mare colmo di canto,
la nostra lingua avesse inni numerosi come le onde,
le nostre labbra avessero lodi immense come il firmamento;
se i nostri occhi splendessero come il sole e la luna,
e le nostre braccia fossero aperte come l'ala dell'aquila nel cielo,
non saremmo capaci di lodarti, o Eterno. (...)
dal Rituale ebraico
III
(...) Come onde del fiume che vanno verso l’oceano
gli eroi umani entrano nelle tue bocche infiammate,
come farfalle che corrono a bruciarsi nelle fiamme,
le vite si precipitano nelle tue fauci per essere distrutte.
O Forma terrificante, dimmi chi sei. Voglio conoscerti,
o sorgente e distruttore dell'essere.
Il Signore Beato disse: "Io sono il tempo che dissolve il cosmo,
colui che tutte le stirpi distrugge".
Bhagavad – Gita. XI
IV
Esseri, anime innamorate,
che cercate nei vostri occhi il viso dell'Amato,
è il Suo canto invisibile che vi dona la vita,
impalpabile gesto, alto silenzio.
graffito su muro di Conservatorio
V
L'amore produsse vibrazioni e onde
che agitarono l'Oceano di silenzio
come tamburi
percossi ritmicamente.
anonimo XX secolo
VI
(...) Quando il sole sorge,
la terra creata da Dio diventa pura,
le acque impetuose diventano pure,
le acque delle sorgenti diventano pure.
Le acque del mare diventano pure,
le acque stagnanti diventano pure,
le creature sante, le creature dello spirito buono diventano pure.
(...)
Zend – Avest, testi sacri dello Zoroastrianesimo
VII
Sono la grande onda che espande il tuo sentire.
Sono la melodia che dipanandosi crea tempo.
Sono la vorticosa danza che crea spazio.
Sono la bellezza inesprimibile che crea amore.
anonimo XX secolo
VIII
Sopra l'Onda divina la voce femminile intona il suo canto d'amore.
Sotto l'Onda divina la voce maschile risponde al richiamo rapita.
graffito spray su muro di Ipermercato
IX
(...) Con l'ardore e la gioia
salirai verso l'infinito
di gradino in gradino.
Con Dio sarai sulle onde del mare,
dove sbocciano tutti i tuoi pensieri
e si compie il tuo pellegrinaggio.
Variazioni sul Baal Shem
Martin Buber, mistico ebreo contemporaneo
X
L'uomo,
come canto circolare che si rincorre all'infinito,
oscillò tra l'Uno e l'uno,
con stupefatta visione,
con profondo mistero.
Anonimo visionario del XX secolo
XI
In lui, uomo,
le cellule vibrarono
divennero come pollini sonori
che affacciandosi alla vita
soavemente danzano
poiché è giunto l'Amato.
Graffito ecologico del XXI secolo
XII
Anima mia ascolta, considera e volgi il tuo orecchio,
solleva le mani, curvati sulla terra,
la tua pupilla si ricopra di lacrime,
il Re vuole la tua bellezza, la tua fiducia, la tua pace.
Bahya Ibn Paluda, moralista ebreo spagnolo
XIII
Io sono la parola che mise in movimento di danza tutte le cose.
La passione che, danzando, ho mostrato a te e agli altri,
voglio sia chiamata un mistero.
Ed ora, rispondi alla mia danza!
Atti di Giovanni, testo apocrifo del N.T. del 150 d.C.
XIV
Approdo alla tua riva, mio Signore,
le onde pacate e serene mi adagiano con mani di tenera madre.
Svuotata è la clessidra, in Te il silenzio.
Epigrafe tombale del VII secolo

