Pellegrino dell’assoluto - Inni di David Maria Turoldo

Durata concerto 90 minuti

Musiche di:
Domenico Clapasson

Testi di:
David Maria Turoldo

Esecutori:
Coro Viva Voce di Donnas (Aosta)
Coro La Rupe di Quincinetto (Torino)
Ensemble Instrumental “La boîte à musique”
Fabio Gordi  Pianoforte
Edy Musatti Direttore

Per contatti ed informazioni: www.larupe.it

David Maria Turoldo
Coro La Rupe
Coro Viva Voce

Approfondimenti

Ritrovare la gioia di cantare insieme la lode al Signore...

Un uomo, una comunità, una chiesa sono vive soprattutto quando pregano bene; quando riesco­no a pregare nella verità; quando sanno inventare la loro preghiera: come la Vergine inventa il suo Ma­gnificat... quando riescono a fare della stessa preghiera il loro stile di vita. Allora uno diventa segno di civiltà e di grazia per tutti i fratelli (Da­vid Maria Turoldo, la nostra preghiera, ed. Ser­vitium, 1996). Quante volte abbiamo visto l’amico e fratello David impegnato a promuovere in noi questa co­scienza ad essere “Chiesa viva - Chiesa che canta”! Questo convento dell’Annunciata di Ro­vato è stato uno dei primi a cogliere le proposte di pre­ghiera liturgica, di cui la comunità di sant’Egidio in Sottolmonte, con padre David in prima fila, è stata prezioso laboratorio in questi anni del post-con­cilio.  Infaticabile amanuense della Parola, scritta e ri­scritta, ritessuta in una traduzione dei Salmi ad alta risonanza poetica e plasmata nella composi­zione di più di mille inni che formano un corpus innolo­gico di immenso valore, David Maria Turol­do ci ha consegnato un patrimonio di rara bellez­za e preziosità.  “Padre David ha avuto da Dio due doni: la fede e la poesia. Dandogli la fede gli ha imposto di can­tarla tutti i giorni” (Carlo Bo, nella prefazione al Grande male).

Preghiera e poesia, quindi, al centro di tutta la sua vita. Il suo canto nasce da una temperie biblica, sua privilegiata fonte di ispirazione sono i profeti e i salmi. Parla della preghiera come momento cosmico: “io sono la voce dei cieli, io sono la voce di tutte le creature... così quando io canto i salmi, canto in preghiera la storia dell’uomo e del mondo, e di come sia questa mia realtà, e di questa realtà del mondo ne faccio un grido continuato, oppure una lode. E pregare vuol dire questo fare giustizia, questo cambiare le cose, questo calare la bellezza e la forza di questi canti nella realtà”. L’impegno di continuare ad “inventare la preghie­ra” nel ricordo di padre David e soprattutto inco­raggiati dalla sua testimonianza, è all’origine della produzione di questo compact disc: “David Ma­ria Turoldo - Inni”.

L’iniziativa, resa possibile dall’entusiasmo e dalla caparbietà del musicista ed amico Domenico Cla­passon, la cui composizione rigorosa e seducente, di pro­fonda attenzione al testo, ha veduto la sua luce più autentica nell’esecuzione, in quel mo­mento cioè in cui l’idea musicale e la parola muoiono ai loro materiali autori per divenire pa­trimonio delle labbra di coloro che li esprimono in canto e dell’animo di coloro che si elevano nell’ascolto.

I frati Servi di Maria del Convento dell’Annunciata di Rovato

PROGRAMMA

Fonte amorosa di luce e di canto
Ha le mani aperte sul legno
Come piangevi, o Madre
Dio, per te non esiste la morte
Gerusalemme è piena di canti
Ora che scende con l’ombre la sera
Narrano i cieli la gloria di Dio
Come il silenzio del mondo all’alba
O voi che andate per selve e foreste
Luce splenda nella notte
Mentre il silenzio fasciava la terra

Testi degli inni

1. Fonte amorosa di luce e di canto

Fonte amorosa di luce e di canto,
che fai le cose grondare di luce
e vi condensi in sillabe il Verbo
che il canto scopre e compone in preghiera.
E nuova sia la lode sul mondo:
uomini, Dio è nuovo ogni giorno,
Dio, la vita, la grazia, l’amore.

Fonte amorosa di luce e di canto,
che fai le cose grondare di luce
e vi condensi in sillabe il Verbo
che il canto scopre e compone in preghiera.

Lasciamo dunque la notte alle spalle:
canti di gloria salutino l’alba,
mentre ogni cosa ritorna alla vita.

Fonte amorosa di luce e di canto,
che fai le cose grondare di luce
e vi condensi in sillabe il Verbo
che il canto scopre e compone in preghiera.


2. Ha

Ha le mani aperte sul legno
è il corpo un grumo di sangue,
sono un urlo di sete le membra:
il suo grido riscuota la terra!

Non lasciamolo solo a patire,
continuiamo in noi la passione:
la giustizia divampi dal cuore,
sia lo strazio più forte del mondo!

La giustizia del regno promesso
a chi arde di sete con lui:
è la sete che incendia i cieli,
or converta la chiesa in roveto.

Nostra sete inesausta, o Cristo,
per noi prega il Padre e lo Spirito:
che ci liberi da ogni ingiustizia
per cantare coi santi all’Amore.


3. Come piangevi, o Madre                                         

Come piangevi, o Madre, di’ come
senza morire hai potuto resistere?
Sotto quell’albero fino all’estremo
senza fuggire, o almeno gridare!

O perché mai neppure un accenno
che abbiate pianto o tu o tuo Figlio?
Del Figlio è scritto perfino che disse:
“Non su di me, o pie donne, piangete!”.

Eppur pianse dal monte d’ulivi
sulla città che si chiuse all’Amore;
e sulla pietra di Lazzaro pianse:
per un amico perduto ora piange!

E perché pianse la notte oscura
dentro sudori di sangue e lamenti?
Perché tu forse, o madre, non c’eri?
Senza la madre pur Cristo è un bimbo!

Ma che tu pianga mai dicono i testi,
solo ricordano quel tuo lamento
quando nel tempio l’avevi perduto:
“Tuo padre ed io, dolenti...”, poi basta!

Madre, e tu, Cristo, insegnateci voi
quanto è difficile piangere bene:
riuscire a piangere il pianto del giusto
e saper stare in silenzio sul colle.


4. Dio, per te non esiste la morte              

Dio, per te non esiste la morte,
noi non andiamo a morte per sempre,
il tuo mistero trapassa la terra,
non lascia il vento dormire la polvere.

Tutta la polvere attende il tuo soffio
e freme e palpita come all’origine
forme di vita vivendo in numeri:
morte non v’è nell’intero creato.

Vorremmo come in un giorno di sole
cantarti, o Dio, perché certi di vivere,
perché la vita tu sei, o Creatore
dell’universo, degli astri, del vento.

Anche alle pietre hai dato di vivere,
a ogni carne tu doni il respiro,
a ogni carne ridai di fiorire,
rissurezione è il vero tuo giorno:

ultimo giorno del mondo, speranza
ultima d’ogni natura, certezza
che senza l’Uomo glorioso e risorto
l’opera tua è incompleta, Signore.


5. Gerusalemme è piena di canti

Gerusalemme è piena di canti,
da ogni parte s’intrecciano cori;
in schiere candide il popolo nuovo
pure agli increduli annuncia la gloria.

“Ecco, io apro i vostri sepolcri,
farò entrare in voi il mio spirito,
aride ossa, sorgete a rivivere:
riconoscete che io sono il Signore!”.                               

A te ogni gloria, Gesù Salvatore,
a te che splendi da oltre la morte,
insieme al Padre, insieme allo Spirito,
eguale gloria nei secoli eterni.


6. Ora che scende con l’ombre la sera

Ora che scende con l’ombre la sera,
della fatica invocata quiete,
noi ti vogliamo ancora pregare,
che ci soccorra l’usata pietà.      

Un altro giorno tramonta e muore:
ma come abbiamo cercato il tuo volto
per queste strade e nei molti incontri,
così varchiamo insieme la notte.

Sei della luce e del buio il Signore,
tu lo scandire del tempo conosci,
tu sai se questa è l’ultima notte:
nella tua pace componi ogni cosa!

O creatore di mondi infiniti,
che sopra tutto sei Padre dell’uomo,
o Dio che susciti il figlio da morte,
nelle tue mani riposi ogni cuore.

 

7. Narrano i cieli la gloria di Dio
(Salmo 19, 2-8)

Narrano i cieli la gloria di Dio,
il firmamento annunzia le opere
delle sue mani, il messaggio tramanda
il giorno al giorno, la notte alla notte.

Non è linguaggio d’accenti usati,
non sono voci che orecchio ascolta:
sono armonie che riempion la terra
sonanti fino ai confini del mondo.

Là per il sole Dio pose una tenda:
esce da là quale sposo dal talamo
e di letizia inonda il creato,
come un eroe percorre il suo corso!

Da un estremo del cielo egli sorge,
all’altro estremo vi chiude il suo arco,
nulla mai sfugge ai suoi raggi di fuoco;
tutta perfetta è la Legge di Dio!

Sia gloria al Padre nell’alto dei cieli,
sia gloria al Figlio, suo eterno splendore,
e allo Spirito, cuore del mondo:
pure all’uomo, suo volto, ancor gloria!

 

8. Come il silenzio del mondo all’alba

Come il silenzio del mondo all’alba
quando si ode la luce destarsi,
o come il bosco che è tutto in ascolto
dell’usignolo che canta la notte:

così pur noi facciamo silenzio:
sensi e pensieri placati, in silenzio,
diventi il cuore il chiostro di Dio,
dove lo Spirito prega per noi.   

Tutta la chiesa si apra alla voce,
come una sposa che ode lo sposo
cantare o gemere in pena d’amore:
é questa, questa la sola preghiera.


9. O voi che andate per selve e foreste

O voi che andate per selve e foreste
cuori a incidere sopra le piante,
io so la fame che avete d’amare
e fame d’essere amati e godere.

Ma sola gioia è donarsi in silenzio
senza mai chiedere nulla, in silenzio,
come fa Dio che crea in silenzio,
e vi redime e vi dona la gioia.

Io sono il cuore di Dio che parla
inciso dentro la vostra natura,
cui vita donano i vostri affanni
e inquietudine senza mai fine.

O voi che sempre cercate nel pianto
e comprensione e aiuto e bellezza,
io so la pena di essere soli
e l’amarezza di tante sconfitte.

E perché dunque almeno i fanciulli,
le madri almeno, creature d’amore,
trovino casa alla lor solitudine,
io sono il porto di Dio sul mare.

 

10. Luce splenda nella notte                              

Luce splenda nella notte:
splenda Cristo nella vita,
tutti acclamino al Signore!
 
Questo è giorno senza fine,
giorno atteso dalle cose:
pur chi piange abbia fede.

Dalla grazia rinnovati,
qui il Risorto ci confermi
tutti liberi e fratelli.

Alla cena come alora
entri e dica: “Pace a voi,
il mio Spirito vi dono.

Come il Padre mi ha mandato
così mando voi nel mondo:
dite a tutti quanto li amo”.

Già la sera è per le strade,
dal convito tutto luce
ognun porti a casa un lume.

Cristo luce, o Salvatore,
tu l’immagine dell’uomo:
fa’ di noi la tua dimora.

 

11. Mentre il silenzio fasciava la terra

Mentre il silenzio fasciava la terra
e la notte era a metà del suo corso,
tu sei disceso, o Verbo di Dio,
in solitudine e più alto silenzio.

Fin dal principio, da sempre tu sei,
Verbo che crea e contiene ogni cosa,
verbo, sostanza di tutto il creato,
Verbo, segreto di ogni parola.

La creazione ti grida in silenzio,
la profezia da sempre ti annuncia;
ma il mistero ha ora una voce,
al tuo vagito il silenzio è più fondo.

E pure noi facciamo silenzio,
più che parole il silenzio lo canti,
il cuore ascolti quest’unico Verbo,
Che ora parla con voce di uomo.

A te, Gesù, meraviglia del mondo,
Dio che vivi nel cuore dell’uomo,
Dio nascosto in carne mortale,
a te l’amore che canta in silenzio.